Pordenone piange la scomparsa di Sandra Cardin, figura di spicco della comunità locale, nota per il suo instancabile impegno nel volontariato sportivo, nella politica e nelle istituzioni. Si è spenta ieri sera, a 78 anni, a seguito delle complicazioni successive a una grave caduta domestica, dopo otto mesi di sofferenza affrontati con il costante affetto della sua famiglia.

Storica impiegata dell’Ufficio delle Entrate di Pordenone, Sandra ha sempre coniugato il lavoro con una profonda dedizione alla vita pubblica e sociale. Tra il 1980 e il 1985 ha ricoperto la carica di consigliere comunale a Porcia ed è stata componente del Consiglio provinciale del Turismo di Pordenone sotto la presidenza del dottor Lucchetta.

A caratterizzare la sua vita è stato soprattutto il forte sodalizio affettivo e sociale con il marito Ivo Neri, caporeparto dei Vigili del Fuoco, al cui fianco è sempre rimasta durante i complessi interventi nelle emergenze nazionali, dai terremoti del Friuli e dell’Irpinia al disastro della Val Stava. Insieme hanno condiviso cinquantotto anni di matrimonio e una grandissima passione per il mondo dello sport e della Libertas: se Ivo ne è tuttora presidente provinciale, Sandra ha rappresentato il vero cuore organizzativo dell’ente come segretaria e, per due legislature, come componente della Consulta nazionale Libertas. Punto di riferimento imprescindibile per le associazioni del territorio, Cardin ha guidato dirigenti e società anche attraverso le complessità burocratiche delle recenti riforme sportive e la crisi della pandemia, prestando servizio anche per la Asd Libertas Team Progetto Giovani di sci.

Oltre alle capacità gestionali e al rigore, chi l’ha conosciuta ne ricorda le doti umane e la grande passione per la cucina. Intorno alla sua tavola si sono seduti negli anni ’80 e ’90 importanti esponenti della politica nazionale; una tradizione gastronomica e di accoglienza di cui ha raccolto l’eredità il figlio Roberto, affermato chef con esperienze in celebri ristoranti stellati a livello internazionale.

Nel lungo percorso di cure trascorso tra la Neurologia dell’ospedale di Pordenone e le Rsa di Sacile e Casa Serena di Pordenone, familiari e amici le sono stati costantemente vicini. I congiunti hanno voluto esprimere un commosso e profondo ringraziamento a tutto il personale medico, infermieristico, agli Oss e ai fisioterapisti per l’umanità e la professionalità dimostrate in questi mesi.

Sandra lascia il marito Ivo, i figli Roberto e Claudio, oltre ai nipoti Luca, Lorenzo, Leonardo ed Emma.

Published On: Agosto 22nd, 2026Categories: Comitato provinciale Pordenone

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